John Main

Il brano è un omaggio alla figura di padre John Main, e vede la partecipazione solistica del polifiatista Edmondo Romano (già collaboratore, fra gli altri, di Vittorio De Scalzi dei New Trolls e Mauro Pagani). Le sonorità evocano paesaggi irlandesi, come tributo alle radici della sua terra. Nel finale, quasi a sorpresa, irrompe il suono della tanpura, antico strumento indiano che intona una nota continua, o bordone, che sostiene e avvolge. In quel dialogo inatteso tra Irlanda e India, tra Occidente e Oriente, prende forma il cammino di equilibrio e sintesi che padre John ha cercato per tutta la vita.

La melodia principale, affidata al sax soprano, è volutamente semplice: un canto che apre il cuore, con la stessa intensità di un mantra, mentre flauti etnici ne intrecciano i passi in delicato contrappunto. Nel finale, il sax soprano si libera in un’improvvisazione che rompe i confini della forma, lasciando che lo spirito fluisca senza costrizioni — da cuore a cuore, in pura libertà.

Mix & Mastering: Jonathan Grice.

Photo credit: Enos Mantoani.


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Sette brevi brani strumentali come sette piccole icone da meditare con sguardo contemplativo. Photo credit: Enos Mantoani.